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"Lorenzo Tenchini e le sue maschere"

In un volume la straordinaria collezione ottocentesca dell’anatomico dell’Ateneo di Parma. E a ottobre al Palazzo del Governatore la mostra “La Fabrica dei Corpi. Dall’anatomia alla robotica”

S’intitola Lorenzo Tenchini and his masks / Lorenzo Tenchini e le sue maschere il volume (edito da Skira) che per la prima volta raccoglie in un’unica pubblicazione tutta la straordinaria collezione di maschere fisiognomiche di Lorenzo Tenchini, accademico e anatomico dell'Università di Parma nel XIX secolo.

Il volume bilingue (inglese e italiano), firmato da Roberto Toni, Elena Bassi, Silvano Montaldo e Alessandro Porro e realizzato anche grazie a un finanziamento del Ministero dell’Istruzione, dell'Università e della Ricerca - MIUR, costituisce il primo catalogo completo della collezione Tenchini, una raccolta di manufatti ceroplastici che di fatto rappresenta un unicum nel mondo occidentale.

L’opera nasce dalla collaborazione tra l’Università di Parma (Sistema Museale di Ateneo, Museo e Biblioteca storica museale di Biomedicina) e l’Università di Torino (Sistema museale d’Ateneo, Museo di Antropologia criminale “Cesare Lombroso”), ed è arricchita da saggi storici, scientifici e artistici di accademici italiani e stranieri, accompagnati da un ricco repertorio iconografico.

Oggi la presentazione all’Università di Parma, in una conferenza stampa nel corso della quale sono intervenuti il Rettore Loris Borghi, l’assessore alla Cultura del Comune di Parma Laura Maria Ferraris e Roberto Toni, Professore ordinario di Anatomia umana all’Università di Parma, Direttore Scientifico del Museo e Biblioteca Storica Museale di Biomedicina dell'Ateneo e Adjunct Professor of Medicine / Endocrinology alla Tufts University di Boston, USA, tra i curatori della pubblicazione.
Tra i presenti sono inoltre intervenuti Marina Gorreri, Responsabile del Sistema Museale di Ateneo, Marco Vitale, docente di Anatomia umana nel Dipartimento di Medicina e Chirurgia ed Emilia Caronna, Delegata del Rettore per iniziative per studenti con disabilità, con disturbi specifici di apprendimento e fasce deboli.

Lorenzo Tenchini preparò le sue maschere a scopo strettamente scientifico: con l’intento di “catalogare” l’espressione e la struttura del viso dei soggetti che rappresentano. E lo fece seguendo i principi fisiognomici cui aderiva la ricerca comportamentista del tempo: in particolare quella focalizzata sulle devianze sociali e l’atteggiamento delinquenziale, che ebbe in Cesare Lombroso, a Torino, il suo massimo esponente. Con Lombroso Tenchini intrattenne sempre ottimi rapporti. Lo studioso parmigiano utilizzò i cadaveri dei detenuti nelle carceri di Parma e, in alcuni casi, anche nel manicomio di Colorno: persone morte per malattia, tipicamente tubercolosi.

La collezione Tenchini è oggi divisa tra l’Università di Parma (Museo e Biblioteca storica museale di Biomedicina) e l’Università di Torino (Museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso”).

Le maschere di Tenchini saranno anche il fulcro di una grande esposizione storica, scientifica e divulgativa, “La Fabrica dei Corpi. Dall’anatomia alla robotica”, in programma da ottobre al Palazzo del Governatore di Parma, e saranno dunque nuovamente riunite a Parma, per la prima volta dopo 110 anni, grazie alla generosa collaborazione del Museo Lombroso di Torino, che conserva parte della collezione dagli inizi del XX secolo e che ha acconsentito al suo prestito integrale per questo evento.

La mostra “La Fabrica dei Corpi. Dall’anatomia alla robotica sarà aperta dal 14 ottobre al 17 dicembre e sarà parte integrante sia delle iniziative del Comune di Parma per le celebrazioni dei 2200 anni di fondazione della città di Parma sia di quelle promosse dall’Università di Parma per l’internazionalizzazione dell’Ateneo nell’anno accademico 2017-2018.

La mostra, curata da Roberto Toni, è organizzata dal Sistema Museale dell’Università di Parma con il patrocinio e la co-organizzazione del Comune di Parma e con la collaborazione del Museo di Antropologia criminale “Cesare Lombroso” e del Sistema Museale dell’Università di Torino. Alla sua realizzazione collaboreranno numerose Istituzioni accademiche, sanitarie e prestigiosi Enti di ricerca nazionali e internazionali.

Filo conduttore dell’esposizione, il cui allestimento è curato dall’arch. Maria Amarante,  è la conoscenza della struttura dei corpi viventi, in particolare quella del corpo umano, che sta a fondamento di alcune tra le maggiori conquiste biomediche ottenute tra la fine del XX secolo e l’inizio del XXI secolo e che promette di divenire sempre più una guida insostituibile per la ricerca finalizzata allo sviluppo delle biotecnologie per la rigenerazione dei tessuti e degli organi e per la loro ingegnerizzazione bioartificiale.

Da qui sono partite le sfide tecnologiche che hanno portato, nelle scienze biomediche, alla realizzazione dei materiali biocompatibili e al loro impiego in numerosi campi ricostruttivi clinici e preclinici, incluso quello artistico del restauro ceroplastico anatomico, sino alle bioprotesi con biomateriali, agli organi bioartificiali 3D con cellule staminali e ai robot umanoidi, le cui innovazioni mirano a renderli supporto operativo alla tutela della salute umana, con l’ambizioso obiettivo di un loro impiego al fianco dell’uomo nella conquista dello spazio.

L’esposizione si compone di un percorso conoscitivo che parte in termini evoluzionistici dalle forme e dalle anatomie animali giungendo, in una prima sezione, all’anatomia dell’uomo e alle sue rappresentazioni di fine Ottocento: tra queste spiccano appunto le maschere di Tenchini.

In una successiva sezione, partendo dalla strutturistica del corpo umano, la mostra si volge alle simbolizzazioni ed elaborazioni artistiche e matematico-computazionali per la ricostruzione virtuale dei corpi, all’uso di queste ricostruzioni per l’ingegnerizzazione degli organi bioartificiali con biomateriali, sino alla simulazione antropomorfa dei corpi mediante robot umanoidi, ultima frontiera della tecnologia applicata alla salute umana, per i quali si prevedono prossimi impieghi nelle missioni spaziali.

Anche la mostra è resa possibile grazie al supporto di un ulteriore fondo del MIUR, di finanziamenti dell’Università di Parma e di donazioni da Fondazioni e altri enti, tuttora in corso di definizione.

Per informazioni: http://www.musei.unipr.it/it, pagina Facebook Mostre e Musei dell’Ateneo di Parma.

Pubblicato Mercoledì, 26 Aprile, 2017 - 13:53 | ultima modifica Giovedì, 27 Aprile, 2017 - 08:26